mercoledì 29 febbraio 2012
In Medio Ecclesiae (Common of Doctors, Introit)
lunedì 27 febbraio 2012
Attende, Domine (Benediction, Lent)
giovedì 23 febbraio 2012
Emendemus in melius, Responsorio gregoriano Quaresima, Giovanni Vianini,...
MOTETS LATINS - Emendemus in melius (Claude LEJEUNE)
mercoledì 22 febbraio 2012
Cristóbal de Morales - Emendemus in melius
martedì 21 febbraio 2012
Attende Domine
ATTENDE DOMINE, Canto gregoriano, Quaresima, Studio di Giovanni Vianini,
Schola Gregoriana Mediolanensis, Basilica di San Marco, Milano, Italia
www.cantogregoriano.it
domenica 19 febbraio 2012
Bach - The Art of Fugue, BWV 1080 [complete on Organ]
sabato 18 febbraio 2012
Boyvin - Grand dialogue à 4 Chœurs
giovedì 16 febbraio 2012
ANTONIO VIVALDI - L 'Inverno (Winter - full version )
Antonio Vivaldi - La tempesta di mare - concerto per violino e archi
martedì 14 febbraio 2012
Cantare la Liturgia della Passione del Signore
domenica 12 febbraio 2012
Bach & Zelenka: Jan Dismas Zelenka: "Te Deum" [ZWV 146] - Collegium 1704...
sabato 11 febbraio 2012
Zelenka - Te Deum 2/2
Zelenka - Te Deum 1/2
martedì 7 febbraio 2012
Anonymous - Ave Maris Stella
Anonymous - Ave Maris Stella.
Codex Faenza Biblioteca Comunale Cod.117 (f.16v, 97r).
Catalina Vicens - Clavicytherium; Mathias Spoerry - Gesang.
Schola Cantorum Basiliensis.
Ausschnitt aus dem Konzert vom 08.06.2010 in der Kartäuserkirche Basel.
lunedì 6 febbraio 2012
Portativo Per Non Far Lieto Catalina Vicens Organetto, David Kuckher...
Portativo Per Non Far Lieto Catalina Vicens Organetto, David Kuckhermann Percussion
domenica 5 febbraio 2012
La musica cristiana e il canto gregoriano

La musica cristiana nacque prima del 300 d.C. nelle catacombe e fu favorita anche da Sant'Agostino (a cui viene attribuita la frase "Chi canta bene, prega due volte").
Molto diffuso, in questi primi tempi, fu il canto dei Salmi della Bibbia (salmodìa diretta), con la partecipazione di tutta l'assemblea dei fedeli (di derivazione ebraica). A Milano il Vescovo Sant'Ambrogio, introdusse dall'Oriente la divisione del coro in due parti, alternantesi nell'esecuzione della melodia (salmodìa antifonale).
Ma fu Papa San Gregorio I Magno nel VI sec. d.C. a riunire, per la prima volta, i canti sacri, da eseguire nella liturgia in Occidente, nell'Antifonario (canti gregoriani). I canti legati al culto erano diventati talmente numerosi, da spingere il Papa a fare una selezione, raccolta in un libro (appunto l'Antiphonarium cento) contenente i soli testi, essendo allora la scrittura musicale poco diffusa e approssimativa).
Mentre a Milano si permise di continuare ad eseguire i canti ambrosiani.
La diffusione dei canti gregoriani fu favorita anche dalla riforma della Schola Cantorum romana, che preparava i cantori liturgici, in ben nove anni di studi.
Il gregoriano ci è stato tramandato tramite prima la tradizione orale, poi ai documenti redatti, soprattutto, dai benedettini.
[Documento in fase di elaborazione, torna a leggerlo]. Fine parte 1.
Gregorian Chant-Dies Irae
Dies Irae,dies illa
solvet saeclum in favilla
teste David cum Sybilla.
Quantus tremor est
futurus,
Quando judex est
venturus,
Cuncta stricte
discussurus.
Tuba,mirum spargens
sonum
per sepulcra regionum
coget omnes ante
thronum.
Mors stupebit et natura,
cum resurget creatura,
judicanti responsura.
Liber scriptus proferetur,
in quo totum continetur,
unde mundus judicetur.
Judex ergo cum sedebit,
quidquid latet,apparebit:
nil inultum remanebit.
Quid sum miser tunc
dicturus?
quem patronum
rogaturus,
cum vix justus sit
securus?
Rex tremendae
majestatis,
qui selvandos salvas
gratis,
salva me,fons pietatis.
Recordare,Jesu pie,
quod sum causa tuae
viae
ne me perdas illa die.
Quaerens me,sedisti
lassus,
redemisti Crucem
passus:
tantus labor non sit cassus.
Juste judex ultionis,
donum fac remissionis
ante diem rationis.
Ingemisco,tamquam
reus,
culpa rubet vultus meus
supplicanti parce,Deus.
Qui Mariam absolvisti,
et latronem exaudisti,
mihi quoque spem
dedisti.
Preces meae non sunt
dignae,
sed tu bonus fac benigne,
ne perenni cremer igne.
Inter oves locum praesta,
et ab haedis me
sequestra,
statuens in parte dextra.
Confutatis maledictis,
flammis acribus addictis,
voca me cum benedictis.
Oro supplex et acclinis,
cor contritum quasi cinis:
gere curam mei finis.
Lacrimosa dies illa,
qua resurget ex favilla
judicandus homo reus.
Huic ergo parce,Deus:
pie Jesu Domine,
dona eis requiem.Amen.
Coro Silentia Claustri
Il Coro 'Silentia Claustri' è nato nel 2001, con l'intento di attingere al vasto patrimonio del canto gregoriano e della musica sacra medievale, Silentia Claustri è composto da cantori di provenienza lomellina che hanno maturato e proseguono la loro esperienza anche in altre formazioni (sotto l'attenta guida del Maestro Alberto Guaschi). Nelle proprie esecuzioni a cappella l'ensemble recupera e interpreta la tradizione spirituale della musica antica, nel cui deposito di fede e cultura si radica la grande storia della musica occidentale. In questi anni ha tenuto concerti in varie città della Lombardia, Piemonte, Liguria, dei quali segnaliamo soltanto quello all'Abbazia di Morimondo, nell'ambito di un festival di rievocazione medievale (giugno 2001), e quello alla Parrocchiale di Levanto, entro una rassegna internazionale di cori (giugno 2003).
sabato 4 febbraio 2012
Inno a Sant'Agata - 5 febbraio
Inno a Sant'Agata
Testo
« Inneggiamo alla martire invitta
Rifulgente di luce divina
Inneggiamo alla grande eroina
Presso l'ara cosparsa di fior
Anelante di palpiti sacri
Si diffonda la gioia nel cielo
Ed all'ombra del mistico velo
Sorga l'inno festoso dei cuor
Tu che splendi in paradiso
Coronata di vittoria
O sant'Agata la gloria
Per noi prega, prega di lassù
Esultante nei duri tormenti
Luminosa nel carcere oscuro
Ella affronta con animo puro
Le minacce di un uomo crudel
Non ascolta le vane lusinghe
Le promesse di un sogno radioso
Vince il fuoco e del cielo armonioso
L'innamora l'eterno splendor
Tu che splendi in paradiso
Coronata di vittoria
O sant'Agata la gloria
Per noi prega, prega di lassù
Per i secoli vola il Suo nome
E risuona pei monti e sul mare
Circonfuso di sole è l'altare
Il suo corpo conserva fedel
Su! leviam cittadini l'evviva
Al valor centenario possente
Di colei che pregava morente
Il signor della vita immortal
Tu che splendi in paradiso
Coronata di vittoria
O sant'Agata la gloria
Per noi prega, prega di lassù »
Autori
(A. Corsaro - L. Licciardello)
La quinte estampie real
13th century dances
venerdì 3 febbraio 2012
"La quinte estampie real" - anonimo francese XIII sec.
"La quinte estampie real" -
di anonimo francese del XIII secolo
The Early Music Consort of London
diretto da David Munrow (1971)
Dal video youtube:
"L'estampie (estampida in provenzale, istampitte in italiano) nacque intorno al XII secolo e si diffuse nelle corti europee come canto poetico con accompagnamento musicale. Si trasformò in danza fra il XIII e il XIV secolo. Ogni sezione o puncta veniva eseguita due volte con finali diversi. Data la trasmissione orale, se ne conoscono pochissime, tutte conservate nella Biblioteque Nationale de Paris nella raccolta "Manuscrit du Roi". La più famosa è il "Lamento di Tristano" di anonimo".
Canto "Riu Riu Chiu" di Caterina Socci
"E' un canto bellissimo, spagnolo, che ci ha commosso dopo che per caso ho scoperto la traduzione:
"Riu riu chiu, canta l'allodola: Dio protesse dal lupo la nostra agnellina; il lupo rabbioso la volle sbranare, ma Dio onnipotente la seppe difendere...."
Come non pensare alla nostra Caterina quando si sente ripetere la "cordera", l'agnellina? La canzone poi dice:
Riu, riu chiu la guarda ribera: Riu, riu chiu canta l'allodola:
Dios guardò el lobo de nuestra cordera.
Dio preservò dal lupo la nostra agnella.
Este que es nacido es el gran monarcha,
Colui che è nato è il grande Re,
Christo patriarca de carne vestido; Cristo Patriarca di carne vestito;
hanos redimido con se hazer ciquito,
ci ha redenti facendosi piccolo,
aunque era infinito, finito se hiziera. malgrado fosse infinito si rese finito.
Questo spiega quanto sono vere le parole del Servo di Dio padre Dolindo Ruotolo:
"La preghiera è l'unica forza dell'uomo ed è l'unica debolezza di Dio. L'Onnipotente è vinto dalla preghiera, dona a chi prega, conforta chi prega".
E dice ancora:
Vi assicuro che Caterina sta letteralmente vivendo per le vostre preghiere...
Antonio Socci"
Leggi di più sul sito AntonioSocci.com
Il secondo canto, ancora in spagnolo, cantato da Caterina con il coro, è “Sierra de luna”, dedicato alla Madonna del Pilar.
Ecco il testo della canzone
SIERRA DE LUNA
El Ebro guarda silencio,
al pasar por el Pilar,
la virgen està dormida (bis)
no la quiere despertar.
Un carretero que viene,
cantando por el rabal,
lleva en el toldo pintada (bis)
una Virgen del Pilar.
Con trigo de Cinco Villas,
viene da Sierra de Luna,
y en los collerones llevan,
campanas, campanas,
campanas las cinco mulas.
Besos de nieve y de cumbre,
Lleva el aire del Moncayo,
y las mulas van haciendo,
heridas, heridas,
heridas al empedrado.
Cruzando el Puente de piedra,
se oye una brava cancion,
y en las torres las campanas (bis)
estàn tocando a oraciòn.
Dos besos traigo en los labios,
“pa” mi Virgen del Pilar,
uno me lo dio mi madre (bis)
el otro mi soledad.
El perro del carratero,
juega con la mula torda,
y es que saben que han llegado,
llegado, llegado,
que han legado a Zaragoza.
El Ebro guarda silencio,
al pasr por el Pilar,
la Virgen està dormida,
dormida, dormida,
no la quiere despertar.
SIERRA DE LUNA
Il fiume Ebro tace,
quando passa vicino al santuario del Pilar,
la Vergine sta dormendo
e non la vuole svegliare.
Un carrettiere che passa,
Cantando per il sobborgo,
porta un’immagine della Virgen del Pilar
dipinte sul tendone (del carro).
Viene dalla Sierra de Luna,
con il grano dei paesini del Cinco Villas,
e i cinque muli portano,
campane sui loro collari.
L’aria del Moncayo,
porta baci di neve e di cime,
e gli zoccoli dei muli
battono sul ciottolato.
Attraversando il ponte di pietra
Si sente una bellissima canzone,
e dai campanili le campane
chiamano a pregare.
Porto sulle labbra due baci,
Per la mia Vergine del Pilar,
uno me lo diede mia madre,
l’altro la mia solitudine.
Il cane del carrettiere,
gioca con il mulo bruno,
perché sanno che sono arrivati
a Saragozza.
Il fiume Ebro tace,
quando passa vicino al santuario del Pilar,
la Vergine sta dormendo
e non la vuole svegliare.
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Caterina Socci VOI CH'AMATE LO CRIATORE"
Ascolta “Voi ch’amate lo Criatore”
Voi ch’amate lo Criatore
(Laudario di Cortona, sec. XIII)
Voi ch’amate lo Criatore,
ponete mente a lo meo dolore.
Ch’io son Maria co’ lo cor tristo
La quale avea per figliuol Cristo:
la speme mia e dolce acquisto
fue crocifisso per li peccatori.
Capo bello e delicato,
come ti veggio stare enchinato;
li tuoi capelli di sangue intrecciati,
fin a la barba ne va irrigore.
Voi ch’amate lo Criatore,
ponete mente a lo meo dolore.
Bocca bella e delicata,
come ti veggio stare asserrata,
di fiele e aceto fosti abbeverata,
trista e dolente dentr’al mio core.
Voi ch’amate lo Criatore,
ponete mente a lo meo dolore.
Leggi tutto su AntonioSocci.comAltro articolo su questo brano
"Ojos de cielo" di Víctor Heredia cantata da Caterina Socci
dal video su youtube:
"Io credo, che le misteriose vie del Corpo Mistico di Cristo avvicinino fra loro persone che mai si sarebbero conosciute... Caterina sta unendo tutti, in un solo slancio di fede...il suo canto...la sua voce dolcissima, diventano la preghiera di ogni uomo che si affida alle braccia materne e sicure di Maria! Ho voluto fare questo video, perchè non ci stanchiamo mai di credere contro ogni speranza.. per esprimere il mio affetto e condividere la mia povera preghiera con la sua famiglia..e soprattutto per Caterina...♥ Con affetto enorme Franca C."
♥♥♥
Caterina col Coro Fonè di CL di Firenze in occasione del Concerto di Natale 2008
Occhi di cielo
Se guardo il fondo dei tuoi occhi teneri
mi si cancella il mondo con tutto il suo inferno.
Mi si cancella il mondo e scopro il cielo
quando mi tuffo nei tuoi occhi teneri.
Occhi di cielo, occhi di cielo,
non abbandonarmi in pieno volo.
Occhi di cielo, occhi di cielo,
tutta la mia vita per questo sogno…
Se io mi dimenticassi di ciò che è vero
se io mi allontanassi da ciò che è sincero
i tuoi occhi di cielo me lo ricorderebbero,
se io mi allontanassi dal vero.
Occhi di cielo..
Se il sole che mi illumina un giorno si spegnesse
e una notte buia vincesse sulla mia vita,
i tuoi occhi di cielo mi illuminerebbero,
i tuoi occhi sinceri, che sono per me cammino e guida.
Occhi di cielo…
♥♥♥
Testo in spagnolo
Ojos de cielo
Si yo miro el fondo de tus ojos tiernos
se me borra el mundo con todo su infierno.
Se me borra el mundo y descubro el cielo
cuando me zambullo en tus ojos tiernos.
Ojos de cielo, ojos de cielo,
no me abandones en pleno vuelo.
Ojos de cielo, ojos de cielo,
toda mi vida por este sueño.
Ojos de cielo, ojos de cielo…
Ojos de cielo, ojos de cielo…
Si yo me olvidara de lo verdadero,
si yo me alejara de lo más sincero,
tus ojos de cielo me lo recordaran,
si yo me alejara de lo verdadero.
Ojos de cielo, ojos de cielo,
no me abandones en pleno vuelo.
Ojos de cielo, ojos de cielo,
toda mi vida por este sueño.
Ojos de cielo, ojos de cielo…
Ojos de cielo, ojos de cielo…
Si el sol que me alumbra se apagara un día
y una noche oscura ganara mi vida,
tus ojos de cielo me iluminarían,
tus ojos sinceros, mi camino y guía.
Ojos de cielo, ojos de cielo,
no me abandones en pleno vuelo.
Ojos de cielo, ojos de cielo,
toda mi vida por este sueño.
Ojos de cielo, ojos de cielo…
Ojos de cielo, ojos de cielo…
♥♥♥
Ascolta il brano “Ojos de cielo” (mp3 sul sito di AntonioSocci.com)
♥♥♥
Fonte dei testi della canzone (italiano e spagnolo): AntonioSocci.com
♥♥♥
Altro link che parla di questo brano
giovedì 2 febbraio 2012
Antifona gregoriana SUSCEPIMUS DEUS, Schola Gregoriana Mediolanensis, Di...
Tempus per annum, Hebdomada decima quarta, a pagina 300 del Graduale Romano Antifona gregoriana SUSCEPIMUS DEUS, I modo, Ps. 47, 10. 11, Schola Gregoriana Mediolanensis, Direttore Giovanni Vianini, Milano, Italia, www.cantogregoriano.it
Suscepimus Deus, Introito gregoriano, Studio di Giovanni Vianini, Milano
Suscepimus Deus, Introito gregoriano, Studio di Giovanni Vianini, Milano, Schola Gregoriana Mediolanensis, Milano, Basilica di San Marco, www.cantoambrosiano.com, Missa in praesentatione Domini, Die 2 Februarii
PROPRIO DELLA S. MESSA
tratto dal Missale Romanum a.D. 1962 promulgatum
e traduzione italiana delle letture secondo
la traduzione proposta dalle CEIMISSALE ROMANUM VETUS ORDO
mercoledì 1 febbraio 2012
Nuovi Canti Alla Madonna Dell'Arco
Canzone originale dedicata alla Madonna dell'Arco cantata da Gianni Doppietti.
Questa canzone è la più diffusa nell'ambito del culto popolare verso la Madonna dell'Arco visto che è cantata da generazioni e generazioni da milioni di battenti e fedeli verso la Vergine. Nonostante il passare del tempo, il culto della Madonna dell'Arco aumenta sempre di più.
Preghiera alla Madonna Dell'Arco
O Maria, accoglimi sotto il tuo Arco potente e proteggimi! Invocata con questo titolo da oltre cinque secoli, tu ci spieghi aperto e solenne l'affetto di Madre, la potenza e la misericordia di Regina verso gli afflitti. Io, pieno di fede, così ti invoco: amami come Madre, proteggimi come Regina, solleva i miei dolori, o Misericordiosa.